Scacco matto. Flavio Farroni, Francesco Timpone e Aleksandr Sakhnevych, tutti ricercatori in meccanica applicata e dinamica del veicolo presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale della Federico II e fondatori dello spin off Megaride, hanno creato l'arma in più che fa sognare la Ducati. Il marchio italiano sogna, grazie alla <<pinna>> o <<cucchiaio>>, che ha tanto di made in Napoli: sogna di poter interrompere la dittatura giapponese nella MotoGp che dura dal 1973 e che è stata interrotta solo una volta, nel 2007, dalla Ducati di Casey Stoner. <<Il ricorso presentato (e respinto, ndr) dagli altri team antagonisti della Ducati e di Dovizioso dopo il successo in Qatar ha costretto il team di Borgo Panigale a svelare il nostro nome e il nostro ruolo: Ducati ha lavorato a questo componente utilizzando le informazioni termiche fornite dai nostri software, è uno spoiler che viene utilizzato in chiave termodinamica, in ottica di ottimizzazione del flussi termici che vanno quindi a far lavorare la gomma posteriore nell'intervallo termico tale da massimizzare l'aderenza e minimizzare l'usura>>, spiega tutto d'un fiato il CEO Farroni.

La MotoGp è andata in fibrillazione, come avvuene per ogni novità. <<La pinna ha un effetto termico, raffredda la gomma perchè la gomma generando energia a terra rischia di surriscaldarsi troppo e ridurre la sua performance - spiega ancora Farroni - Con quell'appendice aerodinamica vengono creati dei flussi d'aria che raffreddano la gomma. Temono, gli altri, che sia montata per una ragione aerodinamica ma a Losanna sono stati forniti report tecnici che dimostrano il contrario>>. Un bel braccio di ferro, non c'è che dire. <<Se gli altri copieranno? Sicuro, lo faranno. Magari già in questo Gp in Argentina. Ma devono stare attenti anche nel copiare perchè se lo fanno male, la gomma o la ghiacci o non la raffreddi abbastanza. Non basta piazzare la pinna là sotto: per avere un effetto chirurgico tutto si gioca sui gradi, due o tre gradi sbagliati e la gomma va k.o....>>. E lasciano capire che le prossime ore saranno di gran lavoro per i tecnici Ducati impegnati con il circuito di Termas de Rio Hondo. << E' evidente che la pinna va sistemata tenendo conto di fattori climatici, della temperatura della pista e di tanti altri elementi. Alla base c'è un modello termico di gomma che nasce da 10 anni di ricerca universitaria>>.

I software che hanno aiutato a sviluppare l'appendice montata sul posteriore della moto di Dovizioso sono stati pensati, studiati, provati e sviluppati tra gli uffici universitari di via Claudio e Citta della Scienza, nell'ufficio numero 16 della Campania NewSteel. I quattro team che hanno presentato il reclamo (Honda, Suzuki, Aprilia e Ktm) si sono scontrati con la relazione della Megaride. <<La pinna non è illegale e noi lo sapevamo bene perchè serve a raffreddare la gomma e a proteggere dai detriti: non genera carico aerodinamico perchè montato sul forcellone e non sulla pancia della carena>>. Ora sembra una questione di poco conto, eppure per capirne l'importanza, basta vedere la distanza tra il vincitore del Gp del Qatar Dovizioso e Marquez, finito alle sue spalle: appena 23 millesimi di secondo. Probabilmente il merito del successo è tutto della pinna. <<Ma non chiedeteci che vantaggi al giro dà questa componente: è un segreto che la Ducati non vuole svelare. Ma vantaggi, chiaramente, ne dà>>. Già, è chiaro che proteggere uno pneumatico, rallentarne l'usura (nella moto non è previsto il cambio gomme) e il riscaldamento che porta al maggior consumo, può fare la differenza sulla linea del traguardo.

La squadra di ingegneri napoletani è uscita dall'anonimato a causa del ricorso dei competitors. Che magari lo hanno fatto apposta, proprio per far scoprire le carte alla moto italiana. Con Ducati costretta a svelare le genialità di Megaride. <<Il nome è scelto per mettere al centro Napoli, ovviamente>>, dice il CEO. <<Siamo partner anche di un team di F1, con il gruppo di ricerca, e in esclusiva di Audi per la Formula E e DTM con MegarRide. La start up nasce nel 2016 per simulare il comportamento dello pneumatico e del veicolo, quindi lavoriamo sui simulatori e software di guida per ottimizzare le prestazioni>>. Le difficoltà, certo, di questo gruppo di ingegneri non mancano. <<Noi sappiamo che la gomma Michelin lavora meglio a tot gradi e i tecnici di Borgo Panigale sviluppano la struttura del telaio in base a questo dato cruciale: perchè se la gomma lavora al meglio, massimizza l'aderenza, riduci il consumo e alla fine vinci le gare>>. E magari anche il titolo di campione del mondo, come spera Dovizioso. <<Il grip è massimizzato quando c'è una temperatura ottimale. Ed è quello il nostro obiettivo: riuscire a conservare il più a lungo possibile la temperatura giusta>>. In pratica, se riscaldi meno, usuri meglio. <<Una gomma calda o troppo morbida, consuma di più. E con la pinna la si tiene in una finestra termica ottimale. La federazione ci ha dato ragione. Il punto è che gli studi li abbiamo fatti in gran segreto, ma Ducati si è dovuta aprire. Ora tutti conoscono i risultati del nostro report. Ma noi stiamo avanti>>.

I Gp si decidono sul filo dei centesimi. All'ultimo giro spesso all'ultima curva. <<Sappiamo che abbiamo dato un contributo alla vittoria della Ducati perchè sulla gomma si gioca tutto. Lo sviluppo dell'appendice non è stato semplice anche perchè la prima vera sfida era decifrare il comportamento di una gomma (quella fornita da Michelin) che è segreta. Ma sappiamo che nel mondo della velocità vince chi consuma più tardi gli pneumatici. Con i tecnici di Ducati c'è la stessa curiosità scientifica ed è questa sinergia alla bae del grande successo>>. Nella logica dello spin off accademico, Megaride non ha finora cercato finanziamenti privati. L'obiettivo resta investire nella crescita. L'head of operation di Campania NewSteel, Massimo Varrone, li esalta. << In questo contesto la start up Megaride interessa ai grandi intermediari finanziari che hanno occhio lungo. Ma loro vogliono crescere creando valore sul territorio, giorno dopo giorno>>.