La rivista spagnola Motociclismo.es intervista Flavio Farroni sulle attività che MegaRide sta svolgendo con Ducati Corse

E se una squadra, in qualsiasi competizione, fosse in grado di prevedere il degrado degli pneumatici? E se potessero calcolare dove e come le prestazioni diminuiranno per pianificare la strategia di gara? Significherebbe senza alcun dubbio che i veicoli di questa squadra avrebbero un chiaro vantaggio rispetto a coloro che affrontano le gare nella speranza che i pneumatici si comportino come si aspettano o come dicono. Questo potrebbe essere il caso di Ducati che, guarda caso, è stata la casa costruttrice più costante della stagione di MotoGP essendo in grado di gestire le gomme Michelin senza problemi, come nel caso di Honda o Yamaha. La possibilità che quelli di Borgo Panigale stiano sfruttando questa risorsa è salito ai media quando un comunicato stampa della società italiana MegaRide ha raggiunto i media locali, e poco dopo, ha attraversato i confini nazionali. Ci sono coloro che, da allora, vogliono vedere in questo prodotto universitario la chiave delle performance Ducati, dando forse troppo importanza o meno. In ogni caso, dopo aver letto, non senza fatica e con attenzione, le descrizioni dei prodotti, ci siamo messi in contatto direttamente con Flavio Farroni, CEO e co-fondatore della società, in modo che ci chiarisca quanto più possibile ciò che possono fare esattamente e come è emersa questa collaborazione con Ducati. Da sottolineare il carattere accademico che sta guidando i passi della società italiana. Non solo in concorso con il caso di Mega

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La rassegna stampa estera di agosto 2017

Alcune tra le principali testate giornalistiche straniere, insieme a riviste tecnico-sportive online, soprattutto per appassionati di moto e motori, hanno dedicato alcuni articoli alla notizia della partnership esclusiva tra MegaRide e Ducati Corse per il biennio in MotoGP. Tra queste riviste francesi, olandesi, portoghesi, inglesi e soprattutto spagnole.

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La Gazzetta dello Sport dopo la vittoria di Dovizioso intervista Claudio Domenicali, AD di Ducati, anche su MegaRide

La Ducati sta vivendo un momento d’oro in MotoGP, con Andrea Dovizioso che arriverà a Misano (10 settembre) da leader della classifica. La Gazzetta dello Sport ha pubblicato una lunga intervista di Paolo Ianieri all’amministratore delegato Claudio Domenicali. Ecco la versione integrale. “Sono entrato in Ducati nel 1991 in un’azienda piccolissima che produceva poco più di 1.000 moto. Ero solo il 3° ingegnere, ora ne abbiamo 300. Era un ambiente famigliare e artigianale, che per certi versi è rimasto tale: viviamo in una dimensione nella quale ci si conosce per nome e ci si diverte venendo al lavoro. Ma con un livello di investimento e ricerca che ci consente di essere al vertice nelle corse come nel prodotto”. In giornate come Silverstone, come reagisce il Domenicali tifoso? “Vivendo mille emozioni mentre il cuore supera i 140 battiti. Una soddisfazione pazzesca”. E il Domenicali amministratore delegato? “Durante la gara non c’è, non mi sono mai abituato a guardarle da professionista. Solo dopo arrivano le considerazioni professionali: un’azienda piccola che combatte a questo livello e ha vinto 4 gare è tanta roba. È un segno della qualità delle persone che ci lavorano, ma pure di Dovizioso, che è straordinario. In questo momento guida la moto come nessun altro. Ma non mi dimentico da dove siamo venuti, gli anni in cui faticavamo a fare podio, la caccia alla vittoria…”. A inizio anno avevate parlato di titolo. Dopo le prime gare s

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In Ducati le gare si vincono anche grazie all’Open Innovation (come in Austria e a Silverstone)

Una delle chiavi per il successo e per valorizzare il proprio modello di business è l’adozione di un approccio cosiddetto Open Innovation. In particolare con questo termine ci si riferisce ad un modello di sviluppo secondo il quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, non possono basarsi soltanto su idee e risorse interne ma hanno il dovere di ricorrere anche a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università o istituti di ricerca. Tra le grandi realtà aziendali dell’ecosistema Italia, Ducati rappresenta un importante caso di successo per mostrare come questo modello possa garantire risultati in chiave di sviluppo tecnologico. Dopo le vittorie in Austria e oggi a Silverstone, GP di Inghilterra, Andrea Dovizioso è anche tornato in testa al mondiale della classe regina MotoGP: oltre al talento del pilota e naturalmente dei tecnici, come vi abbiamo raccontato proprio su queste pagine nei successi nel Motomondiale c’è proprio la testimonianza di questo approccio aperto con il contributo di una startup – Megaride – che aiuta a ottimizzare l’uso dei pneumatici in pista durante le prove e poi gara. Ducati, fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1926, ha saputo crescere nel tempo proprio grazie all’implementazione di nuovi paradigmi tecnologici che sono un punto cardine del processo produttivo. La casa motociclistica nel solo 2016 ha consegnato 55.451 moto ai suoi clienti in

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InSella: MegaRide e Ducati, arriva il software che “analizza” l'usura gomme

Conoscere in anticipo l'usura delle gomme potrebbe essere la nuova frontiera della MotoGP, Ducati ha così stretto un'accordo con l'azienda di sviluppo italiana che fornirà software in grado di predire l'usura delle gomme. Megaride e Ducati si legano con un accordo che consentirà alla casa bolognese di usufruire del software dell'azienda italiana in grado di predire l'usura delle gomme. L'accordo esclusivo fino al 2018 prevede la fornitura di programmi e modelli fisici in grado di calcolare in tempo reale lo stato di una gomma. Una possibilità interessante per consentire uno sviluppo del set-up e sorattutto una scelta gomme per la gara sempre ottimale (manna dal cielo per la Desmosedici che notoriamente è celebre per la sua “fame” di gomma). Il software a quanto pare è in grado di analizzare numerosi parametri, oltre alla temperatura esterna infatti, compara i dati di guida del pilota e le variazioni di performance registrate durante una sessione di giri in pista, arrivando a ipotizzare quale mescola possa essere la migliore per ottenere il massimo dalla moto. "Conoscere, simulare e monitorare i momenti in cui il cambia il comportamento del veicolo è la chiave per acquisire un vantaggio competitivo che possa basarsi sulla minimizzazione dell'errore in fase di scelta degli pneumatici e in condizioni di corsa diverse” spiega Flavio Farroni, CEO di MegaRide. Gli fa eco Nicolò Mancinelli ingegnere Ducati: "Le strategie di gestione del pneumatico sono un fattore c

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